Autori Online - Gruppo Cultura Italia

 

 

 

Universitas Montaliana di Poesia

 

 

 

 

 

“Poeti e Poesia”, Rivista Internazionale diretta da Elio Pecora

Pagine Editore, n. 10 - Aprile 2007

 

La “Universitas Montaliana” e il Premio di Poesia

 

A colloquio con Maria Luisa Spaziani e Napoleone Bartùli

a cura di Bianca Maria Simeoni (*)

 

Non finisce mai di stupire l’eclettica Maria Luisa Spaziani, che, nel mese di maggio, si recherà a Stoccolma ospite dell’Accademia Svedese, la prestigiosa istituzione che, dal 1901, conferisce il Nobel per la letteratura, al quale lei stessa è stata candidata più volte.

Mi riceve nel suo studio affollato di libri, in una allegra confusione di carte, tra le quali – mi spiega – solo lei riesce ad orientarsi con disinvoltura. È in compagnia di Napoleone Bartùli, l’amico avvocato e studioso di letteratura che, più d’ogni altro, l’ha aiutata a rilanciare la sua iniziativa nel campo della promozione culturale. Il loro nuovo “gioiello” si chiama “Universitas Montaliana di Poesia”, fondata nel 2005 per proporre, sotto una denominazione inedita, un centro studi di poesia ispirato da Montale, che ha coinvolto i maggiori poeti e critici contemporanei. Quei poeti e quei critici che hanno fatto la storia del Novecento: Luzi, Bassani, Caproni, Bertolucci, Macchia, Pasolini... e naturalmente, sopra ogni altro, il “nume tutelare”, Eugenio Montale, il poeta con il quale la Spaziani ha vissuto un celebre sodalizio letterario, i cui esiti sentimentali ed artistici sono ancora in parte secretati nelle lettere custodite presso il Centro Manoscritti dell’Università di Pavia.

 

Signora Spaziani, vuole parlarmi del suo impegno per la diffusione della poesia?

 

Sono più di vent’anni che opero nel campo della promozione culturale, in particolare per la diffusione dell’opera di Montale, e posso assicurarle che sono stati anni di grandi battaglie e di grandi gioie. Mi sono assunta l’impegno di portare avanti i suoi insegnamenti su due piani diversi. Da un lato lo studio, la ricerca filologica, storica, etica e filosofica della poesia, e dall’altro la divulgazione: due cose molte diverse, ma complementari fra loro.

Ho più volte pensato, anche sul piano semplicemente umano, come sarebbe interessante trarre un romanzo da questa esperienza. Non soltanto per parlare dei “grandi”, ma anche per registrare le emozioni, talvolta indimenticabili (spesso legate al Premio), con cui tanti giovani si avvicinavano alle loro prime importanti esperienze in campo poetico.

 

Quali sono i caratteri peculiari del celebre Premio di Poesia?

 

Il “Premio Universitas Montaliana” ha nel suo Dna queste esperienze emotive, identificate peraltro dai membri della prestigiosa Giuria (Yves Bonnefoy, Fernando Bandini, Corrado Calabrò, Nicola Crocetti, Marco Forti, Marco Guzzi, Franco Loi, Silvio Ramat, Paolo Ruffilli, Andrea Zanzotto, Sergio Zavoli), ma al tempo stesso è qualcosa d’integralmente nuovo: nuova denominazione, nuove idee, nuovi strumenti di comunicazione e nuovi responsabili organizzativi. Quest’anno, ad esempio, abbiamo in programma per il 12 ottobre (anniversario della nascita di Montale) un appuntamento presso il Senato della Repubblica per ricordare il poeta premio Nobel e senatore a vita. Inoltre abbiamo collegato al Premio la redazione dell’Albo degli Scrittori, per cui tutti i partecipanti al Premio che abbiano pubblicato almeno un’opera verranno inseriti di diritto nel Repertorio dell’Albo.

 

Un Albo degli Scrittori. Se ne parla da anni, ma finora nessuno era mai riuscito a realizzarlo...

 

Proprio così – interviene Bartùli – la prima intuizione di un “Albo” degli scrittori, atto ad identificare l’appartenenza alla categoria, risale al lontano 1954 e si deve al grande linguista Fernando Palazzi, l’autore del celebre “Dizionario”. Per raggiungere il suo intento, appunto la redazione dell’Albo, Palazzi fondò una struttura associativa denominata ONAS (“Ordine Nazionale Autori e Scrittori”), che avrebbe dovuto costituire la base di riferimento per la realizzazione del progetto.

Per quanto mi riguarda, ho vissuto personalmente questa esperienza e conservo tuttora la tessera di associato ONAS a firma di Palazzi. Purtroppo, negli anni Cinquanta, i tempi non erano ancora maturi e Fernando Palazzi non riuscì a portare a compimento la sua idea. Ma oggi lo scenario è profondamente mutato, e dopo un approfondimento lungo e complesso, ho potuto dar vita ad una riedizione dell’Albo basata su uno statuto ed un profilo giuridico che tengono conto dei nuovi orientamenti in sede europea, nonché della complessa partecipazione della “intellettualità” alla vita sociale del nostro tempo. È nato così l’“Albo dell’Ordine degli Scrittori Fernando Palazzi” (www.alboscrittori.it), intitolato al nome del suo originario ideatore.

 

Quali sono i fondamenti dell’Albo degli Scrittori?

 

L’“Albo dell’Ordine degli Scrittori Fernando Palazzisi basa essenzialmente su due pilastri: la Commissione Accademica per la tenuta dell’Albo, composta da titolari di cattedra di letteratura italiana coadiuvati da due (o più) scrittori, e il Repertorio dell’Albo, che ha il fine documentaristico di offrire una sintesi conoscitiva dei vari ambiti della creatività che si esprimono per mezzo della scrittura. Nell’intento di “far emergere” una categoria intellettuale caratterizzata da un’invisibile osmosi fra valenza professionale, passione creativa, spirito amatoriale e responsabilità informativa. Una categoria che, al pari di ogni altra, è portatrice di istanze e diritti (dalla tutela previdenziale all’attuazione del diritto d’autore), che necessitano di un’attenzione sociale più forte. Pena la condanna alla irrilevanza e marginalizzazione che, ancorché riguardare soltanto gli scrittori, finirebbero per danneggiare la collettività intera, sempre più povera di “anticorpi” contro l’avanzare della passività e dell’omologazione.

 

Signora Spaziani, lei ha dichiarato, nel corso di un’intervista recente, che la cultura è sparita dalle scuole e dai giornali, e che alcuni grandi editori pensano a fare i soldi con l’erotismo volgare e certe barzellette. Come è possibile contrapporsi a tutto questo rilanciando la centralità sociale della cultura?

 

Occorrono determinazione e fantasia. Perché nessun ostacolo può inibire la vita del pensiero quando questa è sostenuta da una forte volontà e da una comunanza d’intenti e di respiro etico: è appunto questo il messaggio che vogliamo inviare ai numerosissimi amici che sostengono il nostro impegno associativo. Il grande problema della cultura italiana è la sua estrema frammentazione: c’è un gran fiorire di attività, molta partecipazione, che tuttavia rimangono localizzate, chiuse in se stesse. E invece bisogna impegnarsi, tutti insieme, per spezzare l’isolamento. Noi abbiamo cercato di dare un segnale in tal senso con la creazione di “Gruppo Cultura Italia”, un network associativo che punta a condividere competenze e risorse per perseguire ideali comuni. Ma qui preferisco restituire la parola all’Avv. Bartùli, cui spetta la titolarità dell’idea...

 

Avv. Bartùli, quali sono le finalità del “Gruppo Cultura Italia”?

 

Attraverso la nostra attività, abbiamo costituito, negli anni, una serie di rapporti associativi importanti. Mi sono posto allora il problema di dare una configurazione stabile a questi rapporti, e il risultato è “Gruppo Cultura Italia”, associazione “holding” cui spetta il compito di coordinare ed attuare l’unità degli indirizzi culturali di un network composto da: Universitas Montaliana di Poesia, Fondazione Ippolito Nievo, I Parchi Letterari ideazione Stanislao Nievo, Unione Nazionale Scrittori, Albo dell’Ordine degli Scrittori Fernando Palazzi, Associazione Giuseppe Jovine.

L’idea nasce dalla necessità di valorizzare le sinergie già in atto fra le associazioni partner, con l’ambizione di proporre un modello culturale in grado di superare le frammentazioni del mondo della cultura, rilanciando il ruolo positivo di intellettuali e scrittori anche per il progresso della società.

 

Signora Spaziani, la poesia come si concilia con l’impegno politico e sociale?

 

Noi siamo poeti e, in quanto tali, siamo sempre engagés. Ma in certi momenti della storia i poeti sanno alzare la voce in senso politico e sociale, oltre che umanitario. Pensiamo alla fioritura dei poeti della Resistenza, Majakovski in Russia, Garcia Lorca in Spagna, Walt Whitman in America. Il poeta è una coscienza soprattutto, e un grande testimone.

 

Avv. Bartùli, stando al Dizionario della Letteratura Mondiale del Secolo XX (Edizione Italiana), anche lei, in termini di impegno culturale, ha un passato importante...

 

Di impegno e di ricerche, direi. Allievo di Giovanni Papini, nel 1956 fondai  e diressi a Bari la rivista “Polemica”, forse l’ultimo giornale d’avanguardia, che ebbe fra i suoi collaboratori Giuseppe Prezzolini, Corrado Govoni, Marino Moretti, Giuseppe Villaroel, Francesco Flora, Bonaventura Tecchi, Alba de Cespedes, Adriano Grande, Alfonso Gatto, Diego Valeri, Piero Bargellini, Giovanni Titta Rosa, Miguel de Unamuno ed altri. Quindi promossi il “Premio Città di Bari” per un’opera di narrativa, con il patrocinio della Fiera del Levante, e il “Teatro circolare”, esperienza unica in Italia insieme al S. Erasmo di Milano.

Trasferitomi a Roma per esercitarvi la professione forense, ho continuato a scrivere articoli e saggi per quotidiani e riviste, e soprattutto la mia ricerca poetica, fino all’incontro con Maria Luisa Spaziani, con la quale abbiamo fondato la “Universitas Montaliana” e il relativo Premio di Poesia.

Nel 2006 ho dato alle stampe, per l’editore “Pagine”, il volume di poesia “La Coscienza sepolta”, che iniziai a scrivere nel 1970, per rappresentare, oltre alla mia personale visione, anche un nuovo percorso d’indagine che, dall’analisi del mistero “Non Essere / Essere”, porta alla formazione della “Parola poetica”. Quest’anno, poi, ho consolidato la collaborazione con lo stesso editore dando vita, con Massimo Nardi, alla rivista “Krisis” (giornale irregolare degli “editi inediti”), che propone l’avverarsi di un augurio: una “lettura consapevole” di documenti della cultura nell’oblio, solo graficamente “editi”.

 

Signora Spaziani, per tornare alla “Universitas Montaliana”, quali sono le altre iniziative in programma?

 

Oltre al classico Premio di Poesia, uno dei cardini del nostro impegno è costituito dalla Rassegna “Inediti in Biblioteca” presso la Biblioteca della Camera dei Deputati, inaugurata il 23 maggio 2005 alla presenza della Signora Carla Ciampi. Quest’anno la Rassegna, patrocinata dalla Camera dei Deputati, propone una serie di seminari che affrontano temi cruciali del nostro tempo: dalla inarrestabile mutazione del linguaggio all’importanza delle riviste di poesia data la difficoltà dei giovani di accedere agli editori; da un’indagine sul mito della purezza e al suo carsico perdurare, fino alla storia quasi sconosciuta del verso libero.

Ma altre idee sono in incubazione, grazie anche al contributo della nostra “Consulta” che si avvale di personalità come Rita Levi Montalcini, Carla Fracci, Isabella Bossi Fedrigotti, Paolo Lagazzi, Gioacchino Lanza Tomasi, Claudio Magris, Paolo Mauri, Beppe Menegatti, Walter Pedullà, Davide Rondoni, Carlo Sini, Roman Vlad.

Non bisogna dimenticare, poi, il “Parco Letterario” dedicato a Montale che Stanislao Nievo ha creato nella magica località ligure delle Cinque Terre, nonché il fronte della comunicazione via Internet gestito dal terzo socio fondatore della “Universitas”, il giornalista Massimo Nardi, che dirige il giornale web di “Gruppo Cultura Italia”, distribuito per via telematica ad oltre centomila utenti.

 

Ci sarà ancora spazio per la poesia nel Terzo Millennio?

 

Ci sarà sempre. Siamo talmente storditi dal ritmo di vita che è cambiato, intossicati dalle parole e dalla tecnologia, che abbiamo bisogno di riscoprire la parola pura, la necessità che la parola dica ciò che desidera dire, che sia una specie di verità. Ed ecco, quindi, la poesia. Poi c’è anche il piacere di essere soli con un proprio mistero, con un proprio segreto. Un’essenziale scoperta dell’io, un’identificazione che il lettore compie su se stesso per uscire dalla genericità dei sentimenti e dai luoghi comuni delle idee.

 

(*) Bianca Maria Simeoni, giornalista, promotrice culturale e poeta, vive e opera a Roma. Nel 1998 una sua silloge di inediti è stata segnalata dalla Giuria del “Premio Internazionale Eugenio Montale”.

 

 

 

 

 

Orbisphera social network

 

 

AutoriOnline

 

 

Fondazione

Ippolito Nievo

 

 

Associazione

Giuseppe Jovine

 

Fondazione

Etica ed Economia

 

Fondazione

Rita Levi Montalcini

 

 

Alexander Palace

Museum

 

 

Caffè Letterario Roma

 

 

Futurarte

 

 

Associazione per la

tutela degli autori

di opere dell'ingegno

 

 

Hexcogito

Società Information

Technology

 

 

Unesco

 

 

Ministero dei Beni

e delle Attività Culturali

e del Turismo

 

 

Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca

 

 

Società Italiana

Autori Editori

 

 

 

 

 

 

www.orbisphera.com